Zen

I nostri gesti sono preziosi, dicono molto di noi. Attraverso i gesti possiamo comunicare con un codice sottile che non tutti sanno comprendere.
Nello Zen i gesti dei rituali e della vita comune, che di fatto è un rito continuo, mirano ad una perfezione estetica che simboleggia la perfezione e la chiarezza del pensiero Illuminato. Il paragone con l’opposto nasce spontaneo come sempre quando si esce dalla media e ci si sposta verso livelli non comuni. E’ l’opposto che purtroppo ci circonda. Un caos per nulla creativo, uno schiamazzo inutile e fastidioso in particolare quando prodotto da persone e cariche che dovrebbero fare, quantomeno della sobrietà, un tratto distintivo.
L’avvento dei “social media” ha scoperchiato un vaso di Pandora che porta una schiera di urlatori e odiatori ad un livello di visibilità che oggettivamente sta valicando i limiti della decenza. Si sta creando un vortice che coinvolge anche persone che non appartengono a questa categoria ma che semplicemente si trovano a urlare solo per farsi sentire.
Capita a volte di rimanere vittime del proprio successo. Avverto questo rischio proprio nei social media e nello spazio “commenti dei lettori” sui blog dei maggiori siti di testate giornalistiche. Un’ulteriore perversione del sistema è che tutto questo squallido traffico aumenta il numero di click sui siti creando valore pubblicitario a beneficio del sito medesimo. Il valore pubblicitario non è più quindi creato dal valore culturale espresso dal giornale ma dal volume di reazioni creata. Leggendo alcuni articoli viene addirittura il dubbio che siano scritti in modo tale da scatenare volutamente una lite furibonda tra opposte tifoserie e che lo scopo finale, visti anche il calo di vendite dei giornali cartacei, sia proprio di capitalizzare il maggior numero possibile di click da vendere a caro prezzo alla pubblicità mirata consentita dalla mole di informazioni che mettiamo più o meno volontariamente sul web (che tra parentesi significa molto ironicamente ragnatela).
Appare paradossale come Internet, uno strumento tecnologicamente splendido, risultato finale di studi teorici matematici iniziati da George Boole a metà dell’800, sia divenuto il principale vettore di strampalate teorie para o anti scientifiche come dimostrano il fenomeno delle “fake news” e la battaglia sui vaccini.
Un numero sempre maggiore di persone si sta distaccando, schifata, da questi sistemi ed è possibile che, senza un intervento autorevole difficile da ipotizzare, il cumulo di spazzatura digitale che si sta accumulando nei server soffochi quanto di buono viene ancora prodotto.
Si creeranno anche sul web l’equivalente dei monasteri Zen o dei monasteri buddhisti? Luoghi di pace ma anche di viva e a volte aspra contesa culturale improntata comunque sul rispetto del contendente e delle regole di convivenza. Luoghi in cui isolarsi dal caos inutile per concentrarsi e contemplare un panorama culturale più pulito.
Se così fosse potrei farmi monaco. Digitale.

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